Monografie
Autolavaggi
I moderni impianti di autolavaggio si dividono in tre categorie principali:
• a tunnel con catena di trascinamento;
• a portale mobile;
• a piste self service.
In tutti i casi, se l’impianto è installato in prossimità di edifici abitativi, può determinare situazioni di grave
disturbo acustico, in particolare se utilizzato anche nelle ore notturne.
Spesso costituiscono fonte di disturbo anche le attrezzature accessorie che normalmente corredano tali impianti,
quali macchine idropulitrici ad alta pressione ed aspirapolvere.
In tutti i casi, è di fondamentale importanza procedere preliminarmente ad un accurato studio di impatto acustico,
che determini:
• l’effettivo livello di emissione dell’impianto nei confronti dei ricettori più esposti;
• l’entità degli abbattimenti necessari, in funzione delle normative vigenti;
• la tipologia di intervento più consona al conseguimento degli obiettivi.
Tunnel fonoisolante completo di porte automatiche |
Barriere acustiche per impianto a tunnel |
Tale studio dovrà essere affidato ad un professionista acustico abilitato, meglio se esperto del settore specifico
degli autolavaggi.
Le tipologie di intervento in genere applicabili agli impianti di autolavaggio dipendono dal tipo di impianto e
dalla situazione del campo acustico circostante (posizione, distanza e altezza dei ricettori).
Per impianti a portale mobile (i più diffusi ed i più rumorosi), che presentano una sostanziale omnidirezionalità di
emissione, si possono avere:
• tunnel insonorizzati di contenimento, con o senza porte automatiche di ingresso/uscita, con o senza copertura, o con copertura a “shed” fonoassorbenti;
• barriere acustiche variamente conformate.
Tunnel fonoisolante con copertura a "shed" |
Impianto a piste self con porta automatica |
Per impianti a piste self, di poco meno rumorosi di quelli a portale, ma in genere consistenti in più unità concentrate
nello stesso sito, l’applicazione di barriere acustiche, in caso di ricettori posti ad altezze non molto elevate e a
distanze non troppo brevi, può essere sufficiente. Diversamente, l’intervento risulta più complesso, dovendosi provvedere
alla chiusura superiore del box con pannelli fonoassorbenti, e all’applicazione di almeno una porta automatica sul vano
rivolto ai ricettori.
Com’è ovvio, la considerazione del problema in fase di progetto dell’impianto può consentire
di mettere in atto soluzioni ottimali a costi contenuti.
Per gli impianti a tunnel, la cui emissione acustica presenta caratteristiche direzionali piuttosto accentuate sui
lati ingresso e uscita (con la massima emissione da questo lato dovuta alla vicinanza del gruppo ventilatori di asciugatura),
a parte il consueto intervento con barriera acustica, si può installare un cabinato fonoassorbente
di prolungamento sul lato uscita dotato o meno di porta automatica. Sul lato ingresso, basterà in genere un cabinato fonoassorbente
di prolungamento, senza porta automatica.
L’efficacia acustica degli interventi descritti in precedenza è ovviamente massima per i tunnel fonoassorbenti completi,
dotati di porte automatiche.
Riportatiamo in questa pagina un diagramma dei valori di livello sonoro (fase di asciugatura) risultanti dopo l’installazione
del tunnel per un impianto a portale, rispetto ai livelli presenti prima dell’intervento.
Prolungamento fonoassorbente di impianto a tunnel |
Diagramma di emissione prima e dopo l'installazione del tunnel fonoisolante |
Per altre tipologie di intervento (barriere, tunnel parziali, tunnel senza copertura, etc.) l’efficacia risulta inferiore,
ma può essere sufficiente a conseguire gli obiettivi di risanamento richiesti. In ogni caso, è sempre possibile prevedere
in fase di studio preliminare i risultati ottenibili con buona approssimazione, a patto di affidarsi a costruttori
qualificati ed esperti.